Vincenzo Francaviglia: "Sono veramente inutili certi organismi ? "

Talvolta mi sono domandato quale sia ancora il ruolo di organismi piccolissimi nel mondo vivente. Sono veramente indispensabili all’equilibrio dell’ambiente microrganismi o insetti che possono apparire inutili, come la zanzara? La risposta non è delle più facili perché necessita di presupposti, riflessioni ed ulteriori interrogativi. Se siamo convinti che l’Uomo rappresenti l’obiettivo ultimo nell’evoluzione della materia vivente, se ammettiamo che quest’essere abbia il diritto, per la sua sopravvivenza, di modificare l’ambiente a suo piacimento, allora la risposta potrebbe essere sì. Cioè che l’Uomo, anzi, deve eliminare tutti quegli organismi viventi ch’egli ritiene nocivi, giustificandosi col dire che tutti questi organismi erano stati indispensabili al raggiungimento di quell’equilibrio necessario per la comparsa e l’affermazione dell’Homo sapiens sapiens.
Questo ragionamento porterebbe, inevitabilmente, ad ammettere che l’organizzazione della materia vivente sulla Terra abbia avuto come obiettivo finale quello della formazione e dell’affermazione dell’Uomo, l’unico essere della scala dei viventi capace d’intendere le leggi dell’Universo e di modificarlo. L’evoluzione della materia vivente avrebbe sempre, in ogni caso, portato a questo risultato?
I paleontologi sono concordi nel sostenere che negli ultimi 500 milioni d’anni, sulla Terra, vi siano state almeno 6 grandi estinzioni di gruppi di esseri viventi dovute ad eventi catastrofici, del tutto casuali. La più conosciuta tra queste estinzioni è quella dei dinosauri, avvenuta, circa 70 milioni d’anni fa, forse, a causa della caduta sulla penisola dello Yucatán d’un gigantesco meteorite. Quindi l’evoluzione dell’ambiente, nella sua globalità, è avvenuta a colpi di estinzioni, causate da avvenimenti del tutto casuali, come la caduta d’un meteorite. L’evoluzione darwiniana avrebbe poi agito sui nuovi scenari ambientali.
L’Uomo sarebbe apparso sulla Terra e si sarebbe evoluto come sappiamo, anche se queste estinzioni non ci fossero state, cioè in uno scenario diverso? L’Homo sapiens risente della scomparsa delle trilobiti, dei dinosauri, delle ammoniti, delle grandi piante equisetali del periodo Carbonifero? Oppure la sua apparizione sulla Terra è frutto del caso, del gioco di estinzioni?
Tutti gli organismi viventi vivono a spese di altri: l’Uomo, però, modifica, consuma più degli altri esseri viventi, l’ambiente in cui vive in quella sfrenata corsa alla sopraffazione dei suoi simili che viene chiamata competizione. In questa folle corsa viene sempre più spesso meno il rispetto per l’ambiente, nel quale vengono immesse sostanze nocive per l’Uomo stesso, trascurandone o ignorandone gli effetti a lungo termine.
L’ambiente – è provato – ha la capacità di reagire all’immissione di corpi estranei, sia minerali che viventi: ma lentamente. I dinosauri non si sarebbero estinti per la ricaduta di pietre sulla loro testa ma per i cambiamenti climatici ed ambientali indotti dalle polveri immesse nell’atmosfera a causa della caduta d’un grande meteorite.
Le modificazioni all’ambiente (inquinamento compreso), prodotte più o meno consapevolmente dall’attività umana, avvengono troppo velocemente per la capacità di reazione dell’ambiente stesso.
L’Homo sapiens sapiens rischia la sua estinzione proprio per questo motivo.




Dr. Vincenzo Francaviglia , dirigente di Ricerca del CNR