CENTRO RACCOLTA DATI



QUESTO SPAZIO E’ DESTINATO A RACCOGLIERE ESPERIENZE RELATIVE ALLE DISINFESTAZIONI CHIMICHE

Dopo i trattamenti, molte persone hanno problemi di salute o notano dei cambiamenti nell’ambiente.
E se ciò fosse dovuto all’impiego dei prodotti per liberarsi dalle zanzare (irrorazioni aeree e altri metodi di uso comune)?
Le conseguenze delle sostanze chimiche usate con grande disinvoltura e sparse nell’ambiente, non sono ancora abbastanza documentate.
Intendiamo quindi offrire la possibilità di attuare il necessario monitoraggio per raccogliere informazioni in proposito.

SCRIVETE e RACCONTATECI LE VOSTRE ESPERIENZE indicando:

- la località
- cosa vi è successo
- il modo in cui è avvenuto il trattamento
- il tipo di prodotto impiegato (se lo conoscete)
- se si tratta di un intervento pubblico o privato
- all’interno o in aree aperte
- per eliminare le larve, gli insetti adulti o entrambi

Se desiderate l’anonimato, i vostri dati personali verranno mantenuti segreti. Sarà citato solo il vostro nome di battesimo o l’eventuale pseudonimo di vostra scelta e la località in cui è avvenuta la disinfestazione.


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On Monica Cirinnà  Assessore ai Diritti degli Animali del Comune di Roma
Dal Convegno “LA CHIMICA e L’UNIVERSO” del 18 aprile 2006, al CNR di Roma

“D - On. Cirinnà, Come responsabile del Comune lei saprà che presto inizieranno le disinfestazioni chimiche. E’ vero che gli animali, dopo le irrorazioni nei parchi, muoiono? Quali tipi di animali e perché?

R- Dunque, sicuramente gli animali più colpiti rispetto alla biodiversità che noi abbiamo nei parchi di Roma, sono gli anfibi: il 32% delle specie di anfibi* presenti a Roma è in estinzione ed è in pericolo: rane, rospi, raganelle, tritoni, salamandre animali che normalmente fanno schifo alla maggior parte dei cittadini romani, ma che noi tentiamo, comunque, di tutelare. Abbiamo avuto, purtroppo, moltissime segnalazioni di morte anche di uccelli, moltissimi uccelli che vediamo normalmente presenti in città in questo periodo: gazze, cornacchie, ecc. Siamo in aprile, abbiamo avuto già nidiate di merli, sono arrivate le marzaiole e quant’altro.
Abbiamo avuto qualche caso di intossicazione dei cani, perché i cani, quando vanno al parco si scatenano, per lo meno i miei. Si rotolano nell’erba e prendono sul loro pelo molte porcherie, a parte quello che c’è normalmente, ma che, comunque dovrebbe essere naturale. Vi ricordo, però, che con la pioggia, molti detriti chimici arrivano comunque in terra. Moltissimi pesticidi utilizzati arrivano, con l’acqua, nelle falde acquifere e moltissimi disinfettanti e disinfestanti, comunque, si depositano. I nostri cani si rotolano nell’erba o si sporcano, eppoi si leccano. Non ho difficoltà a dire che ho fatto personalmente una battaglia durissima in seno all’Amministrazione Comunale e, in parte, l’ho persa. Perché, comunque, le disinfestazioni dell’Amministrazione Comunale di Roma, benché così sensibile, benché così ambientalista, vengono effettuate da una delle nostre aziende comunali, la SANAMA che è una costola dell’AMA, la nostra società che raccoglie i rifiuti e, su alcuni prodotti chimici, non l’abbiamo spuntata.
Il cittadino ritiene più importante non avere la zanzara tigre sul davanzale, piuttosto che far morire un certo numero di anfibi, far ammalare un certo numero di cani o, come è stato detto in questa sede, rischiare la salute delle persone.
Abbiamo tentato di spiegare ai cittadini che l’importante è non avere acqua stagnante nei sottovasi, che è indispensabile mettervi un pezzetto di rame e l’acqua, così acidificata, farà sì che le uova non si schiudano.
E’ possibile sostenere anche dal punto di vista ecologico ed ecocompatibile la lotta a determinati animali. ”

* Gli anfibi sono dei voraci insettivori che danno un grosso aiuto nella lotta alle zanzare.


Grisalda Monroe

“Oggi, come ogni anno, ho visto spruzzare il mio paese - Artena- con disinfestanti chimici. La una ditta incaricata dal Comune era la Geiambiente, l’idea è quella di tenere sotto controllo i pollini che in questo periodo infastidiscono chi ne è allergico. La sostanza usata da questa società è il “glifosate”, definito da loro come un fitoregolatore (sostanza che regola la fioritura delle piante), invece di definirlo come un velenoso erbicida ammazzatutto come si rivela essere nella realtà. Ho notato che vengono effettuati anche altri interventi con prodotti chimici di cui però non conosco né l’impiego, né il nome.
Da tempo quindi mi chiedo se tutti questi veleni che usano sia agricoltura, come nella pulizia dei centri urbani, il più delle volte per liberarci da “insetti molesti”, tra i quali la zanzara tigre, non siano dannosi per la nostra salute e per quella dei nostri figli. E a lungo andare non contribuiscano anche ad aumentare le allergie stesse, come anche tumori e malattie.
Sono preoccupata, informandomi sul glifosate, (trovo poco, OVVIAMENTE) scopro che non solo contribuisce ad alterare gli equilibri del terreno, ma ha ripercussioni anche sul patrimonio genetico degli animali, e può portare all'insorgenza di malformazioni e di tumori. Inoltre la sua permanenza nel suolo può durare fino a tre anni prima della sua completa degradazione (http://www.angelfire.com/ak3/nogm/monsanto.htm).
Ovviamente sono poche le notizie diffuse, e le ricerche saranno altrettanto lente anche perché si contrappongono al mercato dei prodotti chimici. Ma intanto io posso testimoniare che dopo le irrorazioni, sia per strada che nel mio giardino, raccogliamo molti uccellini morti.
Si può anche dire “meglio loro che io”, ma ciò che succede agli altri organismi animali, dicono gli scienziati, che succede anche a noi!
In un mondo che si rivela sempre più invaso dai veleni, chiedo a tutti di informarsi poiché quello che facciamo oggi può sembrare innocuo, quando può invece rivelarsi altamente nocivo per l’essere umano e per tutto l’ecosistema costituito da animali e piante.”
ARTENA - maggio 2006


Fabrizia

“Nel consegnare un pacco a casa di mio figlio, in una verdeggiante piccola strada dei Parioli, mi informo con il portiere della salute del suo bambino, colpito anche quest’anno (malgrado la stagione calda) da una forte bronchite. “Sto portando la radiografia alla ASL ...” mi risponde. Mi viene un sospetto: “Avete per caso avuto delle disinfestazioni intorno a questo villino?” “Certo che sì, contro la zanzara tigre, ma quest’anno le hanno fatte solo tre volte ...” “SOLO tre volte?” “Sì, l’anno scorso sono venuti SEI volte!”
Non posso credere alle mie orecchie. Ho abitato dodici anni in quel condominio e non si era mai fatta una disinfestazione. Abitavo al piano terra eppure le zanzare non solo non costituivano un problema, ma proprio non si facevano vedere. Il portiere, vedendomi impressionata, aggiunge ancora “ Vengono con delle pompe talmente potenti che il getto dell’insetticida arriva fino all’attico (4° piano) e che la rampa del garage si trasforma in un fiume in piena, allagando tutti i posti macchina.” “Ma lei sa quanto sono pericolosi i veleni che spruzzano? Forse potrebbero essere la causa della bronchite del bambino!” Il bravo portiere, con calma asiatica (è dello Sri Lanka) ribatte: “Ora che me lo dice, ricordo che il bambino ha iniziato a stare male proprio dopo l’ultima irrorazione”. Gli raccomando di impedire, nella misura in cui gli è possibile, ulteriori irrorazioni e mi riprometto di parlare con l’amministratore. Nel frattempo telefono a mia nuora che si trova quasi sempre fuori Roma, affinchè prenda le dovute precauzioni anche per il suo bambino, mio nipotino ...Dice mia nuora: “Mi sono trovata una sola volta in casa quando hanno fatto la “disinfestazione”, posso dirti soltanto che se una zanzara avevo in casa, quella zanzara è rimasta dopo che sono andati! Non vi è stato alcun risultato” Non mi dice nulla di nuovo ... colpire le zanzare adulte serve solo a rinforzarne la popolazione nel giro di pochi anni ... Ed io penso ai risultati - invece molto visibili - che queste nuove usanze hanno recato nei bilanci delle aziende “chimico-farmaceutiche”. Bilanci due volte raddoppiati: una volta nel vendere i veleni per “disinfestare” ed un’altra volta nel vendere i farmaci per curare, ove possibile, i danni prodotti con quei veleni. Penso alle statistiche, in continua crescita, su tumori e malattie degenerative.
Mentre mi allontano, desolata, incontro cinquanta metri più avanti, nella stessa strada, la ditta che fa le irrorazioni per il Comune. Non mi trattengo del gridare alle persone che si trovano intorno “State attenti: sono veleni pericolosi!” Mi guardano stupiti mentre l’autista del mezzo, che si è avvicinato a me con aria incerta, mi dice “Anche se ogni tre mesi mi fanno le analisi e tutti i controlli?””
ROMA - giugno 2006


Ermanno Gallinari

“Abito nella zona residenziale AXA, vicino Casalpalocco, in un condominio di villette a schiera.
Il giorno 22/5 alcuni condomini hanno fatto effettuare un intervento di disinfestazione anti-zanzare tramite pompa azionata da compressore, irrorando i loro giardini e facciate ma ovviamente coinvolgendo l'intero condominio vista la notevole nebulizzazione prodotta dalla pressione: il tecnico che eseguiva ha detto che il principio attivo usato era la cipermetrina.
Il giorno 30/5 ho trovato, purtroppo con grave ritardo perchè si trovava nella zona più defilata e cespugliosa del mio giardino, un gatto randagio morto già da tempo.
Il mio veterinario, cui mi sono rivolto per avere una richiesta di esame autoptico e tossicologico presso l'Istituto zooprofilattico, ha dichiarato che l'animale era in stato di decomposizione troppo avanzata perchè potessero essere disposti ad eseguire l'esame, e che a suo giudizio la morte poteva risalire a 5-7 giorni prima.
Non ho quindi la possibilità di avere le certezze, o quasi certezze, che sarebbero risultate da un esame tossicologico, ma posso notare che

- in 30 anni non ho mai trovato gatti morti nel mio giardino, e la prima volta che è successo, la morte è databile a 1-3 giorni dopo la disinfestazione
- è fortemente improbabile che il gatto sia stato investito, poichè il mio giardino è a circa 40 metri dalla strada e, sopratutto, sulla mia strada sono presenti da alcuni anni dei grossi dossi che hanno praticamente azzerato questo tipo di incidenti
- è altrettando improbabile che sia morto di malattia perchè era un animale piuttosto giovane, con un pelo molto bello che poteva far dubitare che si trattasse di un randagio
- da molti anni non sento parlare nel mio quartiere di gatti intenzionalmente avvelenati per sadismo o altro

Potrebbe essere morto per aver ingerito del cibo avariato casualmente in coincidenza della disinfestazione: ciascuno può valutare la probabilità della cosa.”
ROMA - luglio 2006


Annalisa

Già da molti anni, con grandi sacrifici, ho lasciato la città per vivere vivere in campagna, lontano dall’ inquinamento e poter coltivare il mio orto e il mio giardino. Vivo in un agglomerato di villette in un’area verde protetta di Roma. Per molto tempo tutto è andato bene ma, purtroppo, da quando è di moda difendersi dalla zanzara tigre con le disinfestazioni aeree chimiche, non vivo più. I miei vicini, per paura di chissà quali disastri provocati dalla “tigre”, hanno chiamato una ditta privata che, di mattina, senza avvisarmi, ha spruzzato un prodotto chimico (di cui non so il nome) nella loro proprietà, ma, che è entrato anche in casa mia, attraverso le finestre aperte, e nel mio terreno. Bene, mi sono risentita, ma ora, non solo non potrò consumare la mia frutta “biologica” che con tanto amore ho coltivato, ma neppure i prodotti del mio orto, perché so che gli insetticidi, oltre a creare danni alla salute e all’ambiente, rendono pericolosi i prodotti alimentari irrorati. Intanto, dopo la disinfestazione, la mia bella siepe di edera variegata ha improvvisamente cominciato a seccare. Non era mai successo prima e credo ci sia proprio una relazione tra l’irrorazione chimica e il deperimento della siepe di confine.
Domanda: Perché è permesso, a qualsiasi privato cittadino, spargere nell’ambiente prodotti tossici che non risolvono il problema delle zanzare, ma inquinano tutto, dall’aria alle falde acquifere e sono pericolosi per tutti gli organismi viventi, piante comprese? E chi non vuole questi trattamenti, come fa a difendersi? Perché li deve subire?
ROMA – luglio 2006

 

Cecile Massone

Improvvisamente mi sono svegliata con il corpo pieno di bolle: schiena, pancia, braccia e gambe. Essendo a dieta stretta, mi sono chiesta il motivo di tale eruzione, ma malgrado tutto, sono andata al mare con un’amica. Appena ha visto come ero ridotta, mi ha detto: “Strano, hai lo stesso tipo di bolle che ho avuto io dopo una disinfestazione nel mio condominio, informati se per caso l’hanno fatta anche nel tuo.” Qualche giorno prima, infatti, ero andata nella casa di mia figlia al mare, a Cerenova, vicino Cerveteri, in un consorzio di villette. Ho perciò domandato a mia figlia se avessero effettuato una disinfestazione e lei mi ha detto che sì, l’avevano fatta la mattina alle sei, con il “cannone”, proprio il giorno in cui sono arrivata io. Disinfestazione contro la zanzara tigre, sia nel nostro giardino che nella piscina condominiale adiacente, dove ero andata, verso le 10, a prendere il sole. Poco tempo dopo, sono apparse le bolle. Mi chiedo che tipo di prodotti possano indurre una allergia così forte e soprattutto che effetti possano avere queste sostanze all’interno del corpo per produrre un tale rigetto. Mi sto informando per sapere che tipo di sostanza è stata usata e parlarne con un mio amico Chimico. Sono certa, comunque che mi diranno si tratta di un prodotto ammesso dal Ministero della Sanità. Se non ne avessi parlato con la mia amica, però, non avrei mai pensato di stare subendo le conseguenze di un’irrorazione antizanzara, perché anch’io, come tanta gente ho sempre creduto che i trattamenti chimici che vengono fatti nei condomini, sono sicuri e non comportano pericoli per la salute. Ora, sulla mia pelle, ho imparato che non è così.
CERENOVA – ROMA luglio 2006

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La seguente testimonianza ci è giunta corredata da due articoli simili a quelli che appaiono sui vari quotidiani all'avvicinarsi della stagione calda quando molti Comuni irrorano insetticidi, sempre “innocui”, per combattere zanzare e insetti, invece, “molto pericolosi”.

leggi articolo : "INSETTI NOCIVI, DISINFESTAZIONE NOTTURNA"

leggi articolo : "SCATTA LA DISINFESTAZIONE"


Antonia Bianchi

Vivo in una piccola cittadina del Lazio (Rieti). L’estate scorsa sono state effettuate dal nostro Comune quattro disinfestazioni per le zanzare in tutti i quartieri della città. Le zanzare talaltro non sono mai sparite del tutto, anzi ora che siamo in dicembre ancora ci sono. Nell’ultima disinfestazione, avvenuta il 1° settembre, io e mio figlio di otto anni, abbiamo accidentalmente inalato il pesticida. Questo è avvenuto perché hanno iniziato ad irrorare le strade prima dell’ora che era scritta sui manifesti che avvertivano la cittadinanza. Nei giorni successivi mio figlio ha avuto attacchi di tosse, io stessa ho avuto irritazione alla gola, al naso e rossore al viso, ma da allora non sono stata più bene. In ospedale, al reparto di pneumologia, mi hanno detto che anche altre persone hanno avuto problemi in seguito alla disinfestazione. Ora sto facendo molti esami perché, probabilmente può essermi sopravvenuta la MCS (Sensibilità Chimica Multipla), una grave malattia che dà allergia ad ogni prodotto chimico e rende la vita impossibile (leggi). Eppure, in Comune mi hanno assicurato che i prodotti usati non sono tossici per l’uomo e che è solo una precauzione tenere le porte e le finestre chiuse mentre irrorano le strade. Ma perché, a chi l’ha chiesto, non è mai stato comunicato il nome dell’insetticida usato, né è stata rilasciata la scheda tecnica relativa?
RIETI– dicembre 2006

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